Quando si dice “Il Maestro”, non c’è bisogno di aggiungere altro. Internazionale, infatti, è la fama di Giuseppe Verdi che sin dagli inizi ha travalicato i confini nazionali. La passione per l’opera di questo inimitabile compositore fa sì che ogni anno e da tutto il mondo, melomani e non si rechino a scoprire in prima persona i luoghi che hanno cresciuto ed ispirato il Cigno di Busseto.
Numerose le tappe della memoria:
La più nota è BUSSETO, città amata e odiata da Verdi che vide gli albori della sua carriera e dove oggi è possibile visitare la casa di Antonio Barezzi, lungimirante mecenate e padre di Margherita, la prima moglie di Giuseppe; all’interno è allestito un Museo che raccoglie cimeli, memorie e documenti autografi. Passeggiando lungo i portici di Via Roma ci s’imbatte nel portone di Palazzo Orlandi, prima dimora (ora in ristrutturazione) di un Peppino ormai famoso e di una “scandalosa” Strapponi. È qui che i due convissero per due anni, generando scandalo tra i benpensanti. Poco lontano, in questo piccolo paese che eppure fu antica capitale dello Stato Pallavicino, si trova il Teatro. In questo piccolo gioiello dell’architettura teatrale, Verdi non mise mai piede, pur essendo fin dal principio a lui dedicato, ennesimo atto di una diatriba sempre aperta con il suo paese. La passeggiata per Busseto riserva sorprese come la chiesa di san Bartolomeo, il cui posto di organista negato ad un giovane Giuseppe fece venire alle mani i bussetani discordi, la chiesa di sant’Ignazio, il Palazzo del Monte di Pietà…ma ciò che più colpisce non è tanto l’architettura di questi luoghi quanto la loro incredibile forza evocatrice. Soprattutto quando cala la nebbia e dalle botteghe fuoriescono i profumi della Bassa intrecciandosi alle note arie verdiane in una sinfonia di sapori nostrani, è in quell’attimo che ti aspetti da un momento all’altro che il Maestro possa uscire da quel portone laggiù, avvolto nel suo tabarro nero.
Ma la storia non è iniziata né terminata qui. “Sono stato, sono e sarò sempre un paesano delle Roncole”: a RONCOLE VERDI, infatti, vi è ancora la casa dove nacque il Maestro, origine di una grande storia nata in un “piccolo mondo antico” (perfino Giovannino Guareschi ha vissuto qui!). Dopo aver visitato quest’umile dimora contadina è ancora più evidente la brillante ascesa del celebre compositore che in seguito divenne anche uno dei maggiori possidenti terrieri della zona. Testimonianza della portentosa carriera è l’ultima e piacevole tappa della vita di Verdi: VILLA SANT'AGATA. Buen retiro insieme alla sua seconda moglie, Giuseppina Strepponi, tutto è rimasto immutato da allora per volontà del Maestro e degli eredi che ancora oggi vi abitano: da vedersi le stanze arredate, in cui videro la luce alcune tra le opere più celebrate, lo splendido e ricercato giardino, passione della famosa soprano, il laghetto, il garage delle carrozze…Verdi abita ancora qui.
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